la vita come il tetris
Tutti conosciamo il gioco del tetris. Ai nuovi arrivati, quelle generazioni che non sanno le cose basilari (come cosa sia il tetris, chi sia Mike Bongiorno di cui tutti parlano, e cosa sia successo nel Vajont nel ’63), dico che il tetris è un gioco di logica inventato negli anni ottanta. In pratica ci sono questi mattoncini con varie forme che scendono dall’alto, uno alla volta, e te li devi posizionare in modo che si incastrino per formare un muro. Una volta che c’era un rigo senza buchi, quel rigo spariva, abbassando il muro, perché se il muro arrivava troppo in alto te perdevi.
I pezzi del tetris sono sette, e per la loro somiglianza con delle lettere dell’alfabeto possiamo dire che sono: I, T, O, L, J, S e Z. Sono lettere, o mattoncini? Così ho pensato (so che quando ormai succede voi vi preoccupate): e se il tipo russo che ha inventato il tetris avesse scoperto la formula perfetta della vita?
Appena inizi a giocare al tetris la schermata è vuota. Neanche un mattoncino. Poi cade il primo mattoncino, è uno di quelli che somigliano a una S. Così, da piccolo, tu Scopri il mondo. Lo osservi, e forse lo vedi per quel che è. Cioè, non possiamo saperlo, perché quei pensieri, quelle sensazioni che provi mentre lo osservi, le dimentichi presto perché sei piccolo. Il muro del tetris cresce, e tu con lui. Viene una Z, e tu ti vesti da Zorro per carnevale. Tua mamma non ti vuole comprare la spada perché puoi farti male, anche se è di plastica con la punta arrotondata, e i baffi te li ha disegnati con la sua matita per gli occhi. Sei bellissimo. Sei felice. Poi diventi ragazzo, e con la T vuoi solo Trombrare. Non vuoi scoprire nient’altro al mondo, che scoparti una ragazza. E un certo punto del gioco, se ci sai fare bene, di T ne scendono quante ne vuoi. Il muro di mattoncini è alto, e tu da grande ti imbatti nella O, con il lavoro, il tuo carattere, conosci un nemico che odierai: l’Omologazione. Quel cazzo di mattoncino non sai mai dove metterlo, e vorresti non venisse mai. Ma viene, e te lo metti in una posizione scomoda, e ti crea un buco che non saprai come tappare. Per fortuna, viene poi la L, che è una bellissima ragazza di nome Laura. Se riesci a trattarla come una principessa, lei potrà salvarti il gioco, e parare tutti i buchi che vuoi. Ma sei coglione, e sbagli a posizionarla nel muro di mattoncini della tua vita. La lasci perdere appena arriva la J, una tettona che si chiama Jessica. E’ alta, bionda, e probabilmente è la figa più bella che tu abbia mai visto. Ritornano i mattoncini a forma di T, e per un po’ di tempo con J sei felice. Trombi senza problemi, senza pensare alla O. Poi ti stanchi di lei. Ti stanchi, letteralmente. Come fosse un mattoncino, e non una donna. E vedi che lei non ci sta male, e allora capisci che non ti sbagliavi. E ripensi a L, e ripensi a quando era tutto facile ai tempi della Z. Ti ritrovi questo muro di mattoncini altissimo, con colonne vuote sparse qui e lì. Sei solo, ti senti solo. Aspetti quel pezzo che viene una volta ogni morte di papa, la I. E dai la colpa di quel muro costruito male al fatto che non ti sei mai Innamorato, o quando è successo, in realtà non ha distrutto molte cose cattive, non ha parato molti buchi. Il marcio forse restava, anche se in parte spariva via. Piuttosto però, quella I, ha creato altri guai.

OH quanto mi è piaciuto questo post! *-*
un’idea geniale quella di eguagliare il tetris alla vita.
Leggevo,a volte sorridevo,altre riflettevo.
“Per fortuna,viene poi la L, ,che è una bellissima ragazza di nome Laura. Se riesci a trattarla come una principessa, lei potrà salvarti il gioco, e parare tutti i buchi che vuoi. Ma sei coglione, e sbagli a posizionarla nel muro di mattoncini della tua vita”
Meraviglia questo pezzo!
Quando sei arrivato a dire del mattoncino che viene ogni morte di papa(verissimo)mi sono scervellata nel pensare a cosa significasse quella I. Prima di continuare sono tornata dietro nel brano,non si sa mai l’avessi saltato.Poi proseguo e leggo”Innamorato”. *-* Non ci avevo proprio pensato.Che strano.
Comunque la lettera L(chissà perchè dico che è una bella lettera xD) poteva assumere anche un altro nome a caso..(che so Letizia..un nome bellissimo,che tra l’altro significa gioia :P)
Occhei basta,complimenti Rob,mi hai sorpreso più di quanto non avessi già fatto :)
Geniale…
succede perchè si vive la vita come un gioco ad incastri, e arriva un momento in cui i pezzi scendono troppo velocemente e non hai più il tempo o la voglia per riflettere.
La distrazione, la velocità degli eventi che ci accadono obnubilano la nostra coscienza, mettono a tacere il nostro istinto.
Fermiamoci un momento…
Ecco svelato l’inghippo!
Io a Tetris non ci ho MAI saputo giocare.
@ L.:
Ahahaha, la L è Laura perché è stata sul serio una ragazza per cui avevo una cotta da piccolo, sai. E’ rimasta un po’ nella mia memoria, ovviamente come solo un ricordo e non come un rimpianto. Appena posso infilo questo nome dove c’è spazio, sì.
Grazie per i complimenti :) Ora so che non dormire mi fa bene! (non che l’abbia scritto per tutta la notte, ma l’idea è nata mentre ridevo stanotte) (sto impazzendo e rido da solo, sì)
@ Livestrong:
Oh, quanto hai ragione. E non aggiungo altro, se non una domanda: come ci si ferma?
Spero ti ‘fermerai’ ancora qui :)
@ Sara:
Bella mia io sono un asso nel tetris XD E’ proprio un gioco di logica, e mi meraviglio che non sia un assa anche tu. Ti devo dare una spinterella! O bottarella, decidi tu come chiamare il mio aiuto XD
(questa rob era squallida)
In realtà nel tetris i mattoncini stronzi sono la s e la z XD
Per il resto ottimo paragone, inoltre l’autore russo è un genio, e probabilmente ha pensato a qualcosa del genere mentre lo creava…
Però devo farti un appunto. I ricordi di infanzia non si cancellano, non si cancella niente dal cervello, siamo noi che li riteniamo obsoleti e non ci accediamo per aumentare la velocità di calcolo (si fanno bene paragoni con il pc perché è fatto a nostra immagine e somiglianza XD. Sotto una bella ipnosi regressiva vedi come ti ricordi tutto per filo e per segno!
Ecco svelato un altro inghippo, essendo io un vero e proprio cane in matematica, me ne frego della velocità del calcolo e di fatti ricordo quasi tutti di quando ero bambina, ma piccina-piccina.
Cavolo questo post, anzi questi commenti, mi stanno illuminando!
Cmq davvero, sono un cane pure a tetris, infatti vivo male! XD
@ Andrea!:
Eh ma qui anche senza ricordi dell’infanzia la velocità di calcolo rasenta lo zero, sai XD Però chissà che tipo di bambino ero. Nel senso, forse sì, mi piacerebbe ricordare qualcosa dell’infanzia. Da quel poco che ricordo io ero pieno così di bambine XD E io tipo alzavo loro le gonne, e loro non facevano nulla. Che mito, che mito. E negli anni ovviamente sono peggiorato, e ho perso quello charme da playboy. O forse è uguale, solo che ora sono due metri, quindi è un po’ poco XD
Comunque no, secondo me la S e la Z, nel tetris, parano i giusti buchi. Ovviamente la migliore è la T, ma anche loro sono utili!
@ Sara:
Io ricordo che quando avevo una decina di mesi (oddio che frase XD) mia mamma mi lasciava giocare sul tappeto e andava a comprare la frutta. Al suo ritorno, che comunque ci metteva meno che poteva, o mi trovava dove mi aveva lasciato, o dove mi aveva lasciato che dormivo XD Ma me l’hanno anche raccontata sta cosa, quindi chi lo sa se i ricordi che ho sono reali o frutto della mia fantasia.
Ma non dire che vivi male, perché io m’ispiro a te! E che si fa??
giusto ieri, gameboy alla mano mi sono sorpresa ad invocare una I
ed a rispolverare ricordi (…)
Invece quella situazione in cui, ancora no, ma ‘giassai’
che quei cosi scenderanno sempre piu` incontrollabili fino a sommergerti, penso potrebbe essere la mia definizione ‘video’ di ANSIA/ANGOSCIA.
complimenti! :)
La prossima volta quando sentirai i pensieri che ti sommergeranno, fa un partita a tetris, e quando la vincerai, magari un bel sorriso comparirà sulle tue labbra, e ti sarà chiara la definizione della parola leggerezza.
:)