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Nonostante numerosi testimoni possano affermare di aver parlato, toccato, e talvolta anche pomiciato, con l’autore di questo blog, vi posso carantire che in realtà la persona nota con il nome Roberto Dragone non esiste. O meglio, se in un nome viene chiusa una personalità, chi per voi è noto come Roberto Dragone (per gli amici Rob, per un’amica Tob, un’altra lo chiama GGG, e per un’altra ancora Robellino) alla fine è una mala rappresentazione del vero essere dell’animo a cui appartiene. Il vero Io è annidato nelle profondità dell’animo umano di Tob e non riesce a uscire con tanta facilità; non riesce sicuramente a farlo segnando confini così decisi come quelli che ha un corpo fisico. Cosa significa? Significa che la foto ha immortalato quello che non riesco a essere, Io. Significa che Roberto Dragone esiste solo per gli altri, cioè per chi ha due occhi da guardare il corpo di Robellino senza avere la minima idea di cosa gli passa per la testa. Mi guardo allo specchio e vedo una persona diversa da ciò che sono,  mi chiedo come si possa controllare questa persona in modo che rappresenti il mio vero Io. Non parlo di apparenze, di bugie, ma di immensità, in noi siedono personalità troppo giganti per poter uscire facilmente da un solo corpo. GGG chiede solo di non essere associato a una serie di caratteriste, buone o cattive che siano, perché egli non è altro che tutto e nulla, dato il suo carattere umano che tende a evolversi, e con gli anni a essere incoerente anche se stesso. Non è un problema, dice lui, basta che i lettori di questo blog capiscano che Roberto Dragone è solo un nome che contiene mille persone ma che alla fine riesce a mostrarne solo una (spesso sbagliata), quella fisica che è davanti a voi.

Nella pratica, sono un ragazzo abbastanza noioso e silenzioso, ma non posso negare di essere anche simpatico e divertente, il primo casinista. Sono bello e brutto. Sono alto. Mi piace avere le mani sporche quando dipingo ma odio avere le mani sporche quando non lo faccio, così me le lavo spesso. Amo il cinema, di quest’arte amo tutti i generi. Amo i film d’azione zeppi di effetti speciali. Amo le commedie, che guardo sempre da solo perché gli altri non ridono tanto quanto rido io. Il mio film preferito è Il grande Lebowski, anche se ammetto che non è il migliore che ho visto in tutta la mia vita. Nonostante ciò, trovo che sia perfetto. I miei registi preferiti sono i fratelli Coen, Wes Anderson, Charlie Chaplin, ma mi piace anche Fincher, De Sica, Tarantino, Burton, Besson. Leggo abbastanza ma ho anche dei libri preferiti, tra tutti La versione di Barney di Mordecai Richler, 1984 di George Orwell e Mystic River di Dennis Lehane. Tuttavia, so di essere ciò che sono per aver letto anche Bukowski, Salamov, Harper Lee e Stevenson (oltre all’eccentrico Lansdale). Amo leggere i classici, i libri di racconti e i romanzi che raccontano di una vita. Amo anche la fotografia. Fotografo da quando a diciott’anni mi è stata regalata una fotocamera digitale compatta. Da allora ho sperimentato vari generi di fotografia, e passando tra i ritratti e le fotografie naturalistiche, ho capito che non c’è genere come la fotografia di strada che mi scalda il cuore. Mi piace fare autoritratti, forse per testimoniare la mia crescita e il mio cambiamento. Cambio spesso, e tanto, e non sempre divento una persona che mi piace. Ma questo lo sapete già: non siamo forse tutti umani?