Chi sono



Brunori Sas canta: «La tua storia personale è una grande cazzata, lo sai. È soltanto una scatola vuota riempita di vecchie versioni di te, che non servono più, che non sei neanche tu». Come dargli torto?

Forse ricordo addirittura quando è nato il mio amore per il cinema: avevo circa dodici anni e vidi per la prima volta Salvate il soldato Ryan (Saving private Ryan, 1998) di Steven Spielberg: oltre a sbalordirmi per l'incredibile scena iniziale dello sbarco in Normandia, rimasi impressionato in una delle scene finali: quando un soldato tedesco sopraffa un soldato statunitense e lo uccide infilandogli lentamente un coltello in gola mentre lo guarda morire. Da quel momento ho iniziato a interessarmi al cinema, spinto dalle sensazioni provate quel giorno. Qualche anno dopo già scrivevo dei commenti sui film che guardavo in un blog pubblico che per fortuna è andato perduto, e all'età di circa vent'anni ho iniziato qualche esperimento producendo brevi cortometraggi (li potete trovare qui). Ho anche partecipato a piccole produzioni di progetti finanziati dalla regione Campania e laboratori organizzati come programma extra scolastici in scuole elementari e superiori. Attualmente, sono uno studente di Arti e scienze dello spettatolo all'università La sapienza di Roma e collaboro con la rivista dell'università DassCinemag.

Oltre al cinema mi piace leggere (soprattutto classici), ascoltare musica (soprattutto rock classico ed elettronica) e adoro i videogiochi. Per citare qualche libro che amo: La versione di Barney di Mordecai Richler, Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov, Saltatempo di Stefano Benni. Sono un appassionato di fotografia e tecnologia. E niente, direi anche basta così.

Indirizzo email: robdragone@gmail.com

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